I libri in testa
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Martedì 1° aprile 2003, ore 18
Roma, Antica Libreria Croce
presentazione del libro di racconti di
Grazia Verasani
"Tracce del tuo passaggio"



La quarta di copertina
"Le relazioni mi hanno proprio stufato. Si comincia con Walt Disney a luci rosse e si finisce chiusi a chiave con Ingmar Bergman..."

"Inutile. L'amore è una gran farsa. Cerchiamo storie che somiglino a insegnanti di ruolo, e poi finiamo col rimpiangere certe mitiche supplenti..."

Alla fine quello che resta sono le tracce del passaggio di qualcuno nella vita di qualcun altro, le entrate e le uscite, l'impronta, il ricordo di chi ci ha dato l'eternità in un minuto o un minuto e basta.

L'autrice
Grazia Verasani è nata e vive a Bologna. Attrice e cantautrice, nel 1995 ha vinto il Premio Recanati e nel 1996 ha realizzato il cd Nata mai (Musicultura/BMG). È anche doppiatrice e paroliera. Per Fernandel ha pubblicato i romanzi L'amore è un bar sempre aperto (1999) e Fuck me mon amour (2001).

L'incipit del primo racconto: "Fanny del bar"
Fanny del bar non so perché la chiamassero così. Fatto sta che nessuno la chiamava soltanto Fanny, aggiungevano sempre "del bar" e senza mai specificare quale. In quartiere di bar ce n'erano parecchi e lei passava dall'uno all'altro a seconda di chi le faceva credito. La prima volta che le ho parlato era seduta a un tavolino in onice del bar Capitol, con gli occhi cerulei contro la vetrata e un bicchiere di vino bianco in mano. Aveva capelli grigi dalle punte bionde, capillari rotti agli angoli del naso e sotto gli occhi borse pesanti più simili a valige; un foulard firmato, sfilacciato ai bordi, le nascondeva parte del mento.

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