I libri in testa
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Giovedì 25 gennaio 2018, ore 19.15
Roma, Libreria Altroquando
Faccia a faccia con
KURT VONNEGUT



Da bambino ero il membro più giovane della mia famiglia, e il figlio più piccolo è sempre quello che fa il buffone, perché solo grazie alle buffonate riesce a inserirsi nei discorsi dei grandi. Mia sorella aveva cinque anni più di me, mio fratello nove, e i miei genitori erano dotati entrambi di una bella parlantina. Perciò, quando ero molto piccolo e cenavamo insieme, a tutte queste persone io risultavo noioso. Non volevano sentirsi raccontare le sciocche novità infantili delle mie giornate. Volevano parlare delle cose importanti che gli erano successe al liceo, o magari all'università o al lavoro. E allora l'unico modo che avevo per entrare nel discorso era dire qualcosa che li facesse ridere. Mi sa che le prime volte devo averlo fatto per caso: per caso devo essermene uscito con un gioco di parole che li ha lasciati a bocca aperta, o qualcosa del genere. E poi ho scoperto che le battute erano un ottimo mezzo per infilarsi in una conversazione fra adulti.

(da Un uomo senza patria, Minimum Fax, 2014, traduzione di Martina Testa)


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