I libri in testa
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Giovedì 21 maggio 2015, ore 19.15
Roma, Libreria Altroquando
Faccia a faccia con
EMMA
di Jane Austen

(In occasione del bicentenario della prima edizione)



Un'eroina piuttosto antipatica, una storia chiusa all'interno di un piccolo paese, una zitella logorroica, un dongiovanni un po' misterioso, un amico un po' noioso, un ecclesiastico borioso, un'amica un po' svampita, per non parlare di un padre ipocondriaco ed egoista. Aggiungete un finale che sembra una parafrasi del classico "e vissero felici e contenti", ovvero: "i desideri, le speranze, le certezze, le previsioni del piccolo gruppo di veri amici che partecipò alla cerimonia, ebbero pieno compimento nella perfetta felicità di quella unione."
Ora mettete tutto insieme: ne uscirà quello che è considerato da molta critica, e da molti lettori, il capolavoro di Jane Austen, e, di conseguenza, uno dei capolavori della letteratura mondiale.

Giuseppe Ierolli




L'incipit


Emma Woodhouse, handsome, clever, and rich, with a comfortable home and happy disposition, seemed to unite some of the best blessings of existence; and had lived nearly twenty-one years in the world with very little to distress or vex her.
She was the youngest of the two daughters of a most affectionate, indulgent father, and had, in consequence of her sister’s marriage, been mistress of his house from a very early period. Her mother had died too long ago for her to have more than an indistinct remembrance of her caresses, and her place had been supplied by an excellent woman as governess, who had fallen little short of a mother in affection.


Emma Woodhouse, bella, intelligente e ricca, con una casa confortevole e un buon carattere, sembrava riunire in sé alcune delle migliori benedizioni dell’esistenza, ed era al mondo da quasi ventun anni con pochissimo ad affliggerla o contrariarla.
Era la minore delle due figlie di un padre molto affettuoso e indulgente, ed era diventata, a seguito del matrimonio della sorella, padrona della casa paterna a un’età molto precoce. La madre era morta da troppo tempo perché lei avesse più di un vago ricordo delle sue carezze, e il suo posto era stato preso da una istitutrice, una donna eccellente, il cui affetto era stato praticamente quello di una madre.

(Traduzione di Giuseppe Ierolli: www.justen.it/jarce.html)



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