I libri in testa
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Giovedì 14 novembre 2013, ore 19.15
Roma, Libreria Altroquando
Faccia a faccia con
I PROMESSI SPOSI
di Alessandro Manzoni



"C'è di che riconciliarsi con i Promessi Sposi. Quel signore era forse poco simpatico, malgrado i buoni uffici di Natalia Ginzburg. Ma il libro di quel signore, che bello! Leggetelo e rileggetelo, ragazzi, sotto il banco, mentre il professore parla d'altro. Vi invito a una lettura clandestina di Manzoni, come se fosse un libro proibito. Forse lo amerete", così scriveva Umberto Eco nel 1985.
Ci chiederemo se e quanto Eco ha ragione mentre metà di voi storce il naso e l'altra metà plaude sorridendo, gli uni sentendo tornar su antiche noie e gli altri un grande amore (nato prima, durante, dopo, spesso nonostante - la scuola). Appesantito dal fardello di lettura dell'obbligo, maestoso nella lingua, pop nei personaggi, morale nei contenuti (e quindi, suggerisce qualcuno in sala, forse un po' vonnegutiano...), inevitabilmente parte della nostra cultura, del nostro quotidiano (chi non ha mai mormorato "Carneade, chi era costui?" o parafrasato in mille modi "La sventurata rispose"?), nella serata dedicata al romanzo italiano per eccellenza vedremo spargere il sangue: o lo si ama o lo si odia, la via di mezzo difficilmente è prevista. E ancora, cosa c'entrano i Promessi Sposi con la lingua armena? La risposta sarà in uno degli intermezzi destinati a dividere i litiganti. Si aprano le porte dell'arena, preparatevi allo spettacolo.

Nadia Terranova




Gli incipit


Fermo e Lucia

Quel ramo del lago di Como d'onde esce l'Adda e che giace fra due catene non interrotte di monti da settentrione a mezzogiorno, dopo aver formato varj seni e per così dire piccioli golfi d'ineguale grandezza, si viene tutto ad un tratto a ristringere; ivi il fluttuamento delle onde si cangia in un corso diretto e continuato di modo che dalla riva si può per dir così segnare il punto dove il lago divien fiume. Il ponte che in quel luogo congiunge le due rive, rende ancor più sensibile all'occhio ed all'orecchio questa trasformazione: poiché gli argini perpendicolari che lo fiancheggiano non lasciano venir le onde a battere sulla riva ma le avviano rapide sotto gli archi; e presso quegli argini uno può quasi sentire il doppio e diverso romore dell'acqua, la quale qui viene a rompersi in piccioli cavalloni sull'arena, e a pochi passi tagliata dalle pile di macigno scorre sotto gli archi con uno strepito per così dire fluviale.


I promessi sposi (1827)

Quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, viene quasi a un tratto a ristringersi e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un'ampia riviera di rincontro; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all'occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l'Adda ricomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lasciano l'acqua distendersi e allentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni.


I promessi sposi (1840)

Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un'ampia costiera dall'altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all'occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l'Adda rincomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l'acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni.



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