I libri in testa
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Sabato 14 novembre 2009, ore 18
Roma, Libreria Croce
Faccia a faccia con
RICHARD YATES


Sul nostro blog trovate la cronaca della serata.


Le quarte di copertina


«Se nella letteratura americana moderna ci vuole qualcos'altro per fare un capolavoro, non saprei dire cosa»: questo il giudizio di Tennessee Williams su Revolutionary Road. Frank e April Wheeler sono una coppia middle class dei sobborghi benestanti di New York che coltiva il proprio anticonformismo con velleità ingenua, quasi ignara della sua stessa ipocrisia: nella storia della giovane famiglia felice la tensione è nascosta ma crescente, il lieto fine impossibile, ma l'inevitabile esplosione avviene solo dopo trecento pagine fra le più intense e penetranti della narrativa americana degli ultimi cinquant'anni. La scrittura realistica, cristallina, spietata di Richard Yates ha fatto epoca, ispirando generazioni intere di scrittori e dando vita al "realismo sporco" di Raymond Carver e Richard Ford (autore dell'introduzione a questa nuova edizione del romanzo, ormai fuori commercio in Italia da più di trent'anni).

Revolutionary Road, trad. Adriana dell'Orto, Minimum Fax, Roma, 2003
(tit. orig. Revolutionary Road, 1961).




Nella sua prefazione a Disturbo della quiete pubblica, un classico contemporaneo che mancava da oltre vent'anni nelle librerie italiane. A. M. Homes (autrice di La sicurezza degli oggetti. Cose che bisognerebbe sapere, Jack) afferma: «Questo è il mio preferito tra i libri di Yates proprio per la stessa ragione per cui altri lo trovano duro da digerire: la sua scrittura è onesta fino alla brutalità, terrificante per la sua chiarezza: è una freccia scoccata dritto in mezzo al cuore».
In questo romanzo lo sguardo penetrante e implacabile dell'autore di Revolutionary Road torna a dissezionare l'apparente normalità della middle class americana, ma stavolta con toni ancora più drammatici: sullo sfondo dell'ottimismo e della prosperità dell'era Kennedy si disegna la storia di John Wilder, impiegato trentaseienne che sogna il successo come produttore cinematografico e invece conoscerà soltanto il fallimento delle proprie ambisioni e una discesa ineluttabile nella follia.

Disturbo della quiete pubblica, trad. Mirella Miotti, Minimum Fax, Roma, 2004
(tit. orig. Disturbing the Peace, 1975).




Pubblicata originariamente nel 1962, questa raccolta di short stories è considerata uno dei capolavori della narrativa americana del secondo Novecento. Il New York Times l'ha definita «l'equivalente newyorkese di Gente di Dublino di Joyce», e Kurt Vonnegut «la migliore raccolta di racconti mai pubblicata da un autore americano».
Dalle vite "normali" di segretarie di Manhattan e maestrine di Brooklyn, di potenziali romanzieri frustrati, di tassisti sognatori, soldati disillusi e ragazzini disadattati, Yates crea un mosaico indimenticabile che rivela tutte le ombre del sogno americano all'apice del suo (presunto) splendore; ma Undici solitudini non è solo il magistrale, impietoso ritratto di un'epoca: la precisione dei dialoghi, il ritmo infallibile, l'attenzione ai particolari, l'essenzialità della scrittura danno alle storie di questi personaggi un'intensità che le rende dolorosamente universali e senza tempo.

Undici solitudini, trad. Maria Lucioni, Minimum Fax, Roma, 2006
(tit. orig. Eleven Kinds of Loveliness, 1962).

Richard Yates legge un brano da "The Best of Everything" ("Tutto il bene possibile") in un reading del 4 ottobre 1978. Il file MP3 con la lettura completa del racconto lo trovate qui.




In un'America alle soglie della seconda guerra mondiale, un romanzo crepuscolare sull'amore, la giovinezza, la crescita. Un collegio maschile del New England è il teatro delle avventure di William Grove - alter ego dell'autore - che cerca un riscatto dai sorpusi dei coetanei affermandosi come reporter del giornalino scolastico; di Jack Draper, professore alcolizzato alle prese con i ripetuti tradimenti della moglie; e di Edith Stone, la figlia del preside (*), che si innamora del ragazzo più popolare della scuola. Le vite degli studenti e degli insegnanti si intrecciano in una tela imprevedibile, le cui maglie s'infittiscono via via che si avvicina l'ombra della chiamata alle armi.
Originariamente pubblicato nel 1978, Una buona scuola mostra uno Yates che nel confronto con i temi dell'adolescenza trova la sua voce più nostalgica e, forse, più vera.

(*) Edith Stone in realtà non è la figlia del preside, ma del professore d'inglese della scuola - nota ILIT.

Una buona scuola, trad. Andreina Lombardi Bom, Minimum Fax, Roma, 2009
(tit. orig. A Good School, 1978).




Easter Parade, uscito originariamente nel 1976 e ora pubblicato per la prima volta in Italia, è un romanzo esemplare della sensibilità di Yates: una saga familiare senza concessioni al romanticismo, un limpido ritratto di esistenze borghesi in bilico fra la mediocrità e le aspirazioni. Le protagoniste sono due sorelle, dal carattere diverso - Sarah più solare e convenzionale, Emily più chiusa e indipendente - ma sempre unite da un legame che a tratti si trasforma in rivalità; i loro destini si dipanano per quasi cinquant'anni, sullo sfondo di un'America che man mano perde la sua innocenza gioiosa (quella immortalata in un'istantanea della parata di Pasqua a cui si riferisce il titolo), alla ricerca di una «felicità» difficile tanto da identificare quanto da ottenere.

Easter Parade, trad. Andreina Lombardi Bom, Minimum Fax, Roma, 2008 (tit. orig. The Easter Parade, 1976).




Nota biografica di Richard Yates sul sito di minimum fax

Gli incipit li trovate qui


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