I libri in testa
|   home   |   archivio   |   noi   |   rassegna   |


Giovedì 11 maggio 2017, ore 19.15
Roma, Libreria Altroquando
Faccia a faccia con
IL SOLE NUDO
di Isaac Asimov



Isaac Asimov, nato Isaak Judovič Ozimov (in russo: Исаáк Ю́дович Ози́мов; Petroviči, 2 gennaio 1920 – New York, 6 aprile 1992) divinava il futuro guardando il passato. E forse è l’unico modo. Quanto meno il più incisivo.
Conoscendo a fondo la storia passata proiettava nello scenario fantastico di un futuro immaginario una umanità riconoscibile, che perciò non risulta estranea al lettore. Scatta così immediata l’immedesimazione. Come se fin dalla prima riga fossimo presi da una forza indecifrabile che ci trasporta in un altro tempo e in un altro spazio, senza intaccare le caratteristiche di fondo del comportamento umano. Fossero le dinamiche del potere in un impero intergalattico o le vicende di un’intricata faida stellare nei mondi esterni, fossero i rapporti con gli invadenti robot positronici o con gli eterei saggi delle fondazioni che governano le alterne vicende interplanetarie.
Così è in questo “Il sole nudo” dove i protagonisti del ciclo cosiddetto dei robot, il poliziotto terrestre Elijah Bailey e l'umanoide robot auroriano R. Daneel Olivaw intrecciano un complicato rapporto uomo/macchina dentro una complessa indagine sul pianeta Solaria.

Elvio Cipollone




L'incipit


The Naked Sun
Stubbornly Elijah Baley fought panic.
For two weeks it had been building up. Longer than that, even. It had been building up ever since they had called him to Washington and there calmly told him he was being reassigned.
The call to Washington had been disturbing enough in itself. It came without details, a mere summons; and that made it worse. It included travel slips directing round trip by plane and that made it still worse.
Partly it was the sense of urgency introduced by any order for plane travel. Partly it was the thought of the plane; simply that. Still, that was just the beginning of uneasiness and, as yet, easy to suppress.


Il sole nudo
Elijah Baley combatteva con ostinazione il panico.
Era due settimane che montava. Forse ancora di più. Aveva incominciato a montare fin da quando lo avevano chiamato a Washington per dirgli tranquillamente che i suoi compiti erano cambiati.
La chiamata a Washington era stata di per sé abbastanza sconvolgente. Era giunta senza particolari, una pura e semplice convocazione, e così era già peggio. Conteneva allegato un biglietto d'andata e ritorno per via aerea, e questo era ulteriormente peggio.
In parte dipendeva dal senso d'urgenza implicito nell'ordine di un viaggio aereo. E in parte era il pensiero dell'aereo, semplicemente quello. Eppure quello era solo l'inizio del disagio, ancora facile da soffocare.
(Traduzione di Giuseppe Lippi)




Il ciclo "Robot-Impero-Fondazione" di Asimov

Robot
1950 - I, Robot (Io, robot)
1954 - The Caves of Steel (Abissi d'acciaio)
1957 - The Naked Sun (Il sole nudo)
1983 - The Robots of Dawn (I robot dell'alba)
1985 - Robots and Empire (I robot e l'Impero)

Impero
1952 - The Currents of Space (Le correnti dello spazio)
1951 - The Stars, Like Dust (Il tiranno dei mondi)
1950 - Pebble in the Sky (Paria dei cieli)

Fondazione
1988 - Prelude to Foundation (Preludio alla Fondazione)
1993 - Forward the Foundation (Fondazione anno zero)
1951 - Foundation (Cronache della Galassia)
1952 - Foundation and Empire (Il crollo della galassia centrale)
1953 - Second Foundation (L'altra faccia della spirale)
1982 - Foundation's Edge (L'orlo della Fondazione)
1986 - Foundation and Earth (Fondazione e Terra)



|   home   |   archivio   |   noi   |   rassegna   |