I libri in testa
|   home   |   archivio   |   noi   |   rassegna   |


Giovedì 6 marzo 2014, ore 19.15
Roma, Libreria Altroquando
Faccia a faccia con
SALTO MORTALE
di Luigi Malerba



Porca miseria, che romanzo pieno di libertà. Malerba in Salto Mortale fa quello che vuole. Crea suspense, un'ambientazione da prateria alla Cormac Mc Carthy con tanto di delitto iniziale e ricerche successive, e fa raccontare la storia da una voce mezza matta che parte ogni tanto con degli sfoghi come quei tipi sull'autobus che parlano da soli e di colpo invece si rivolgono a te a tradimento.
In quei casi io scappo, ma non sono scappato da questo libro.
In quale romanzo di punto in bianco il narratore tira fuori delle rime grottesche tipo "Ci sono tante cose che si possono trovare in mezzo a un prato, non sarà per caso una bottiglia, dicevo, oppure una maniglia, una briglia una conchiglia o un'altra cosa che gli assomiglia?". Beffardo, involuto, familiare ed esotico, elegiaco e sperimentale, coraggioso e soprattutto, lo ridico: libero.
Gli altri componenti de I libri in testa mi canzonano perché sono fissato con Paolo Nori. Ecco: chi ha letto anche solo il primo libro di Nori, accostandosi a Salto Mortale nota di sicuro qualcosa. Cari colleghi, vi ho fregato: ho portato in una nostra serata un po' di nobilissimo DNA noriano, ve ne siete accorti o no?

Michele Governatori




L'incipit


Salto mortale

Me lo sogno o lo senti anche tu? Questo ronzio questo ronzare. Da dove viene? Dal Cielo? Dalla Terra? Stai calmo non è niente. Allora sono le mie orecchie. Ma no, viene da fuori. Questo ronzio questo ronzare non sono le mie orecchie. Allora te lo dico io cos'è, sono le antenne di Santa Palomba della Radio Televisione.

STA PARLANDO IL PAPA.

Forse hai ragione, ho sentito delle parole in latino, ha detto magis magisque in questo momento. Certo che il Papa parla in latino, come vuoi che parli? Quella è la sua lingua come il francese per i francesi, sono secoli e secoli che i papi parlano in latino. Ma è una lingua morta, per piacere. Il Papa parla come vuole lui. Va bene il latino ma non può essere il Papa che fa tutto questo ronzio questo ronzare. Guarda che il Papa quando si arrabbia è come il temporale. Uno sciame di mosche sta volando sopra nel cielo di Pavona, secondo me sono loro. E invece ti sbagli, vedrai che è il Papa che parla alla Radio Vaticana.



|   home   |   archivio   |   noi   |   rassegna   |